E’ nota a molti l’allegoria della rana nell’acqua calda. Si fa notare che una rana immersa nell’acqua troppo calda salti via mentre se il liquido viene fatto scaldare lentamente alla fine la rana rimane bollita senza accorgersene. E’ un’allegoria, appunto, che viene utilizzata per segnalare come l’opinione pubblica venga lentamente abituata a una serie di soprusi o di limitazioni, passo dopo passo, affinché non abbia quelle reazioni che invece l’agiterebbero se l’insieme dei diritti negati le venisse presentato tutto a un tratto. In questo momento il paragone con la rana bollita è troppo, davvero troppo, calzante. Se potessimo avere una macchina del tempo e immaginare un salto dagli ultimi venti anni a oggi, la reazione per quello che si dovrebbe vedere, ascoltare e subire sarebbe intollerabile. Invece ogni giorno siamo qui a sentire sciocchezze presentate come opinioni qualificate, a veder cancellate leggi e norme a colpi di accetta, smantellata l’informazione, mandata allo sbando l’economia… Gli esempi, purtroppo, diventano sempre più numerosi ma quello che davvero colpisce è l’indifferenza con cui la cosiddetta opinione pubblica subisce ogni nuova corbelleria. Ci si chiede, oramai, se esiste e qual è la soglia di indignazione degli italiani. L’ipotesi più tristemente probabile è che alla maggioranza degli italiani non appartenga più l’idea stessa di indignazione. Trionfo del qualunquismo e del massimalismo, dove se tutti rubano allora tutti possono rubare e nessuno alla fine si lamenterà mai dei ladri. Del resto l’emozione che tutti condividiamo di più è questo senso di impotenza di fronte all’inerte rassegnazione collettiva; a volte viene da fermarsi per strada e cominciare a dare schiaffi e scossono ai passanti, come se fossero ipnotizzati da qualche incantesimo. Possibile che nessuno reagisca quando la Lega da addosso alla sinistra per la situazione degli stranieri a Milano?! Sembrerebbe una barzelletta: ma quanto e come devono governare per potersi prendere una responsabilità?! E che dire di Berlusconi che parla di tasse che diminuiscono? Perfino sui temi più “bassi” e “di pancia” il governo (alla testa del Paese orami da diversi anni, altro fatto negato) riesce a dare risposte e di questo nessuno riesce ad arrabbiarsi, a tirar fuori anche i più triti e ritriti malumori da bar. Insomma in Italia se piove nemmeno il governo è ladro…