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   Da domani sono alieno Minimize
Location: BlogsMessaggi dalla periferia    
Posted by: Luigi Rosati 30/03/2010 3.05
Domattina mi alzerò e seguirò il ritmo di sempre. Ma non sarà come prima. Non venitemi a dire che sarà come prima perché non è così. Il voto di questo weekend ha stabilito un fatto con cui non ci si può non confrontare. L’Italia, i miei connazionali, per la maggior parte continuano a volere un governo come quello attuale con tutto ciò che ne consegue.
A me questa cosa non va giù. Per tutto quello che è accaduto in questi ultimi due anni io ho sempre atteso le dimissioni del governo e invece oggi mi ritrovo che il Paese rafforza e conferma questo esecutivo. E il dato è troppo deciso per cercare interpretazioni che mitighino o giustifichino questo. Qualsiasi altro Paese avrebbe dato una sonora lezione a un governo che non muove un dito contro la crisi, che stende un velo di silenzio su due milioni di disoccupati, non abbassa le tasse e favorisce l’evasione, ignora la funzione parlamentare e da la precedenza a leggi che non influenzano sula vita del Paese (per tacere della politica internazionale scandalosa, la moralità degli uomini di governo e il disprezzo per i principi democratici e repubblicani).
Invece circa il 35% dei cittadini vota per il governo (la metà di chi è andato a votare), un altro 35% perde l bussola nel centrosinistra e un buon 30% nemmeno va a votare (e di uesti una parte consistente sono elettori dell’opposizione). Qualcuno potrebbe darmi dotte e esaurienti spiegazioni di questo fenomeno ma a me in questo momento importa più che la collettività in cui vivo sia così lontana dai valori in cui credo. Io mi sento alieno, ho paura e sinceramente faccio fatica a trovare appigli a cui agganciare la mia vita sociale.
Domani non sarà un giorno come gli altri. Io no so cosa fare per spiegare a chi ho intorno quanto stiamo sbagliando e cosa stiamo distruggendo. Cercherò di lottare, di trovare spazi e luoghi in cui riconoscermi in sguardi comuni ma ogni giorno dovrò vivere tra persone che non stimo e che sento lontanissime da me. Mi sento in colpa nei confronti dei miei figli, a cui dovrò rendere conto: ho fatto abbastanza per evitarlo? Il conto arriverà, in parte è già all’incasso, e toglierà tanto a tutti noi.
Quello che mi fa più male è che nemmeno la rabbia riesce a trovare giustificazione, annichilita dall’ignorante e idiota voto di chi non pensa più.
Da domani in poi io non ho più stima e rispetto per voi: andate a fanculo!
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