La crisi del governo Berlusconi non è merito dell’azione dell’opposizione, delle critiche rispetto ai danni che questo esecutivo sta facendo al nostro Paese, né dipende dalle critiche che le diverse iniziative hanno provocato in molti e rappresentativi gruppi della popolazione.
Berlusconi è in crisi perché, al di là degli episodi, si è culturalmente alimentata una disaffezione alle regole quale humus su cui far crescere e sviluppare la trama delle sue illegalità. Sue e dei suoi compagni d’armi. Di questo processo culturale vero e proprio fanno parte diverse iniziative, da quelle più pragmatiche e vistose – quale certe azioni legislative – alle attività più sofisticate e meno visibili, diffuse dai media (la crociata contro “i lacci e i lacciuoli”) e con altre modalità.
Ma la mancanza di regole crea un ambiente in cui , come appunto recita il detto latino, non ci sono più garanzie per nessuno e quindi nessuna possibilità di poter, all’occorrenza, mettere un freno a derive pericolosi, sia per la collettività sia per i propri interessi personali.
Non sappiamo i “calcoli” di Fini ma non è questo il problema, a mio avviso. La crisi secondo me nasce, di fatto, da una sorta di colpo di boomerang. Il crollo delle tradizionali dinamiche di gestione del dibattito politico, la costruzione artificiosa di un modello presidenzialista de facto, la snaturazione delle istituzioni repubblicane, sono solo alcuni degli elementi che hanno caratterizzato l’azione del governo e che di fatto sorreggono la situazione attuale.
Pertanto ora assistiamo a una crisi di governo che rappresenta la crisi della nostra società; una collettività smembrata e senza più valori di base condivisi, in cui si soffre sempre di più dell’impossibilità di avere garanzie sociali nelle relazioni e nel godimento dei diritti perché in assenza del peso dei doveri.
Sul piano politico e specifico questa crisi nasce da uno scontento interno su interessi non goduti da alcune componenti della coalizione. Lo sappia l’opposizione e lo sappiano gli italiani: non ci sono interessi civici né obiettivi di buon governo in quello che sta accadendo, solo un regolamento dei conti. Speriamo di non essere colpiti da pallottole vaganti.